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Red Sox: le difficoltà dei campioni

Alzi la mano chi avrebbe predetto una prima fase così sottotono per i campioni in carica!

Percentuale limitrofa al 40%, quasi sette partite dal primo posto di division, griglia playoff lontana e 10 match di distanza dal fantastico inizio 2018!

E non è nulla tutto ciò se paragonato alle statistiche di metà Aprile con ben 13 sconfitte ed una crisi senza precedenti sul monte di lancio con 102 run subite, livelli di ERA, Whip, basi ball, home run e valide concesse da rimanere senza fiato. Ancor più shockante verificare come gli artefici di questo terrificante incubo siano campioni o affidabilissimi pitcher del calibro di Sale, Porcello, Price, Eovaldi (adesso ai box) e Rodriguez.

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Focus: gli infortuni in MLB

Il baseball è uno sport vivo, che ogni anno apporta piccoli cambiamenti al proprio regolamento, per tendere continuamente alla perfezione.

La scorsa stagione ha visto la limitazione drastica delle visite sul monte da parte del catcher, a 6 per incontro.
In questa stagione le modifiche sono state più di una: il limite delle visite sul monte è sceso a 5, è stata uniformata al 4 maggio la giornata dedicata a Guerre Stellari (fino al 2018 ogni stadio decideva in autonomia il giorno in cui il pubblico era invitato a vestirsi a tema), nel triplo A si gioca per la prima volta con le stesse palline delle Majors per abituare i prospetti, ed è stato modificato il nome della lista infortunati, da DL (disabled list) a IL (injured list).

Una modifica, quest’ultima, che non ha fino ad ora sortito buoni risultati, dato che la nuova IL è la protagonista assoluta di questo inizio di campionato, piena zeppa di campioni di tutte le 30 squadre.

Team leader di questa sfortunata classifica sono gli Yankees, che hanno ben 15 (!!) giocatori del roster inseriti: Andujar, Frazier, Tulo e Stanton dovrebbero uscirne a breve, il prima base Bird (che ci passa diverso tempo da 3 anni a questa parte), Hicks e Judge sperano di cavarsela con un mese di permanenza, mentre Betances, Gregorius, Severino e Montgomery ne avranno per almeno 2 mesi.

Altra squadra particolarmente colpita sono i Pirates, che hanno visto anche 9 battitori contemporaneamente out: ora Gregory Polanco è stato attivato, ma lo scontro in campo esterno tra Starling Marte e lo shortstop Erik Gonzalez li ha privati in un’azione di due titolari; in più saranno out per tutta la stagione i lanciatori Chad Kuhl ed Edgar Santana, entrambi operati con la TJS.

Anche gli Angels sono messi male, con Cody Allen e Zack Cozart che si sono appena aggiunti ai lungodegenti Ohtani, il quale potrebbe tra una quindicina di giorni rientrare come DH (anche se per vederlo sul monte si dovrà aspettare il 2020), Heaney e Middleton, JC Ramirez e Tropeano, tutti lanciatori che potrebbero rientrare per l’All Star Break, e l’esterno Justin Upton, anche lui fuori fino a giugno per un problema al piede sinistro.

Gli Astros sono tra i più fortunati, avendo solo due giocatori out, anche se sono il partente McCullers, fino al prossimo anno per la TJS, ed il rilievo Joe Smith che potrebbe rientrare a giugno.

Anche gli A’s hanno una serie di lanciatori fuori combattimento, tra cui Cotton, Estrada, Gossett e Manaea! Una specie di rotazione di scorta.

Toronto ha perso per l’intero 2019 il nuovo acquisto Shoemaker, mentre attende per giugno il seconda base Travis, per fine maggio l’altro partente Borucki ed a breve David Phelps, operato a marzo 2018 con la TJS.

I Braves hanno solo 4 infortunati, ma tutti dal bullpen: il closer Vizcaino fuori per l’intera stagione per una operazione alla spalla destra, Venters, Biddle e O’Day a fargli compagnia per un tempo ancora imprecisato.

Anche i Brewers hanno solo lanciatori out: il closer Knebel operato con la TJS, Wahl, Nelson e Peralta che sperano a breve di rientrare a disposizione, mentre Suter che sta recuperando dalla TJS di settembre, spera di poter partecipare al rush finale.

Stessa storia per i Cardinals, che a parte l’esterno Justin Williams, che dovrebbe averne ancora per 15 giorni, vede solo lanciatori in IL: Cecil e Mayers lungodegenti, non rientreranno prima di luglio, mentre Wacha, Gregerson e Carlos Martinez dovrebbero essere attivati entro metà maggio, con quest’ultimo che verrà (definitivamente?) spostato nel bullpen.

Proseguendo nella NL Central, i Cubs hanno out il catcher Caratini per 15 giorni, ed i lanciatori Barnette, Cedeno e Montogomery per pochi giorni ancora, mentre il closer Morrow continua ad avere problemi nelle sessioni di allenamento e potrebbe ritardare ulteriormente il rientro (è fuori da novembre), mentre Graveman spera di recuperare dalla TJS per agosto.

Due TJ disturbano anche i piani di Arizona, con Bracho fuori fino al 2020, mentre Taijuan Walker dovrebbe rientrare in rotazione a giugno. Altro grave infortunio riguarda l’esterno Souza, operato al ginocchio sinistro, e che si rivedrà a marzo prossimo sui campi, mentre il terza base Jake Lamb spera tra una ventina di giorni di riprendere il suo posto nel lineup.

Rimanendo nella NL West i Dodgers hanno solo i rilievi Cingrani e Ferguson out, recuperabili in un mese, mentre i Giants vedono out Cueto per la TJS di agosto.

Gli Indians hanno dovuto fare a meno del loro shortstop e leadoff Lindor per quasi un mese, mentre ora mancano all’appello Clevinger e Salazar, 2/5 della rotazione, che rientreranno in giugno, e Zimmer, esterno centro operato alla spalla destra a luglio ed ancora non al 100%.

I Mariners dovranno fare a meno del terza base Seager fino a giugno, per un’operazione alla mano sinistra, mentre sul monte LeBlanc, Strickland e Tuivailala saranno out ancora a lungo.

I Marlins aspettano solo il rientro del pitcher Julian Fernandez, out da aprile 2018 per la TJS, mentre i Mets dovrebbero rivedere presto in campo sia Justin Wilson sia Jed Lowrie, a differenza di Cespedes ed il pitcher Drew Smith che hanno poche speranze di giocare nel 2019.

Nei Nationals mancherà per altri 15 giorni Trea Turner, con Zimmerman appena inserito in lista e fuori a tempo indeterminato. Stessa incertezza che colpisce anche i lanciatori Glover, Rosenthal e Williams.

Negli Orioles si dovrà attendere ancora un mese perché Mark Trumbo rientri dopo l’operazione al ginocchio destro di settembre, mentre i lanciatori Bleier, Cobb e Karns non dovrebbero rimanere fuori a lungo.

Anche i Padres hanno una lunga lista di infortunati: i partenti Lamet e Richards sperano di rientrare dopo l’All Star, mentre gli esterni Pirela, Cordero e Jankowski potrebbero rientrare a giugno. I lanciatori Diaz, Kennedy e Castillo sono ancora sotto osservazione, mentre Nix ne avrà per almeno due mesi.

Nei Phillies dovrebbero rientrare a maggio Kingery e Quinn, Odubel Herrera non ha ancora una tabella definita, così come i rilievi Hunter e Robertson.

Texas deve fare a meno del prima base Guzman, dell’esterno Heineman e dei lanciatori Volquez, Smyly, Mendez e Farrell.

I Rays hanno appena tirato un sospiro di sollievo con il rientro del CY Snell, ma devono fare i conti con le TJ di Banda e De Leon, e con gli infortuni dei 3 battitori Wendle, Duffy e Meadows, tutti fuori almeno un mese.

I Red Sox hanno appena perso per un mese Eovaldi, mentre Nunez e Pedroia dovrebbero essere riattivati a metà maggio.

I Reds non hanno ancora visto calcare il campo a Scooter Gennett ed al pitcher Alex Wood, mentre ora anche Kemp si è infortunato e ne avrà per almeno un mese.

I Rockies hanno in lista infortunati solamente il loro miglior partente (Freeland), il catcher Iannetta e due pezzi importanti del bullpen (Rusin e McGee, entrambi fuori un altro mese), e per fortuna il loro top prospect, il rookie prima base McMahon, è rientrato da dieci giorni dalla IL battendo molto bene.

I Royals aspettano il rientro di Hahn a giugno e di Oaks a luglio, mentre il catcher Salvador Perez perderà tutta la stagione per la TJS(!!). Lucas Duda e Flynn non si sa ancora per quanto staranno fuori.

I sorprendenti Tigers hanno perso per tutta la stagione due pezzi della rotazione, operati di TJS Fulmer ed al ginocchio destro Matt Moore, mentre l’altro partente Zimmermann ne avrà “solo” fino a giugno!

I Twins sperano in maggio di veder rientrare lo slugger Sano e ed il rilievo Addison Reed, mentre i White Sox non potranno affidarsi a Kopech per tutta la stagione (TJS), mentre Giolito sembra pronto a rientrare e gli esterni Jay e Jimenez dovrebbero cavarsela con un paio di settimane di stop.

Questa la situazione a fine aprile, con quasi 200 giocatori fuori gioco, corrispondenti a 8 formazioni intere su 30! Speriamo il prosieguo dell’anno porti dei miglioramenti, in caso contrario l’obiettivo stagionale potrebbe diventare non giocare bene, ma rimanere in salute.

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Gli Yankees sopravvivono agli infortuni

Il vertice della AL East nei paraggi, un record abbondantemente sopra il 50%, le solite spaziali statistiche offensive e una più che dignitosa difesa sul monte di lancio: questo finora il bilancio degli Yankees.

Una squadra di bomber che come da tradizione primeggia in potenza, dietro solo alla sensazione stagionale Seattle, a Milwaukee e Dodgers per fuori campo e tra le prime sette per run segnate, ma che difetta ancora in precisione e nel raggiungimento delle basi (a metà classifica per valide, Obp e media in battuta, 26° per doppi e 28° per tripli). Aggiungiamo un ampio piazzamento tra le migliori dieci al lancio per Era, punti subiti, vittorie conseguite e opponents batting average!

Nulla di nuovo in queste peculiarità dalle parti del Bronx e non ci sarebbe niente di strano e sorprendente nel nostro preambolo visto che parliamo di una franchigia che ha fatto la storia dello sport mondiale e che, nonostante manchi il trionfo più bello da un po’ di anni, partiva anche in questa stagione con i favori dei pronostici per primeggiare insieme alle solite Boston (loro si in difficoltà) e Houston.

Invece possiamo definirla un’impresa vera e propria questa presenza nelle alte vette della classifica dato che una sfortuna senza precedenti la sta privando di un inimmaginabile numero di giocatori importanti e decisivi in ogni settore del field.

La lista infortunati, da aggiornare quotidianamente, somiglia infatti ad un pronto soccorso ospedaliero sportivo! L’ultimo grande nome a finire in questo elenco è niente meno che Aaron Judge, ovvero sia il numero uno a roster. Un pericoloso stiramento al muscolo obliquo dell’addome lo ha di recente messo KO e soprattutto lo ha lasciato senza diagnosi e tempi di recupero vista la pericolosità della zona interessata che nel maggiore dei casi porta a rientri piuttosto brevi (tre settimane) ma lascia però ampie possibilità di ricadute!

Il fenomenale hitter nonché guanto prelibato dell’outfield dal lancio potente – 72-36 il bilancio con lui, 28-26 senza nel 2018 – va ad aggiungersi a più di dieci elementi già stabili in injured list.

Tra questi ci sono altri titolari inamovibili all’Opening Day: Stanton (bicipite), Bird (piede), Andujar (spalla), Troy Tulowitzki (polpaccio) e fino a poco tempo fa Gary Sanchez, dignitosamente sostituito da Austin Romine. Tutti loro al momento hanno uno status di convocazione di 10 giorni ma ciò non è assolutamente scontato.

Lo stesso Clint Frazier, uno degli eroi grazie al quale si è superata l’emergenza, è out per problemi alla caviglia. Rimarchiamo questa assenza proprio perché in un team abituato ad esplodere colpi più che a piazzarli il “Red Thunder”, quinta overall draft pick ed ex top prospect, è finora l’unico in grado di battere sopra il .300 e ai vertici di squadra per valide e Rbi.

Tra i lanciatori si sapeva già dalla offseason dei cronici problemi alla cuffia rotatori per Luis Severino ma che fosse ancora oggi in 60-day IL non se lo aspettava nessuno; idem Ben Heller reduce dalla Tommy John e Jordan Montgomery che potrebbe ripresentarsi nel 2020! Più vicino a tornare sul monte sembra Dellin Betances, uno dei rilievi più affidabili per Aaron Boone, sperando che la cura al cortisone faccia il suo effetto.

E’ un reparto nel quale ha perso il suo posto Chad Green, retrocesso in minor dopo lo shockante inizio che lo ha visto arrivare ad Era e Whip vicini a 16.50 e 2.50!

Anche Didi Gregorius, in rehab pure lui dalla TJS, ne avrà ancora per un paio di mesi, così come Jacoby Ellsbury. Buone notizie invece pare arrivino dalla schiena di Aaron Hicks, fondamentale per il reparto esterni, il cui programma volto a verificare tiro dall’outfield e corsa sembra procedere senza intoppi e potrebbe restituirlo allo skipper per la seconda settimana di Maggio.

Oltre alla vecchia guardia e giocatori d’esperienza come Brett Gardner, sempre affidabile a sinistra e in battuta (5 hr) e DJ LeMahieu (poco sotto al .300 e leader per hit) con purtroppo recenti problemi al ginocchio destro, hanno portato avanti la baracca Gleyber Torres, dal quale si attende il campionato della consacrazione, Mike Tauchman dai Rockies, Gio Urshela da Toronto, ottimo nelle ultime uscite e miracoloso in difesa nella serie contro i Giants dove però è stato colpito alla mano sinistra da un lancio, Mike Ford (un debuttante) e Tyler Wade.

Se vogliamo però restringere a due nomi il miracolo che sta facendo sopravvivere New York alla sfortuna citiamo Luke Voit e Domingo German.

Il prima base continua nella sua stratosferica progressione che già nel finale del campionato passato lo aveva posto come ennesimo slugger di livello della “bomber’s era”, raggiungendo inoltre i primati storici di Ruth e Maris sul numero di valide e home run nelle prime 30 partite disputate.

Questo è servito a dimostrare ancora una volta l’abilità di Cashman negli scambi a credito e di come per stare di continuo al vertice non bastino solo investimenti improbi ma furbizia nelle stanze di comando. Conduce le statistiche di squadra per fuori campo e Rbi nonché a ridosso di Jeter e Texeira per la più lunga on-base streak dal 2009 in casa Yankees. Possiede pure una striscia aperta per hit e negli ultimi 13 match batte 18 su 49: pazzesco!

Il partente, dopo due anni a studiare i titolari, non solo non fa rimpiangere l’asso Severino, ma è tra i top five opener dell’intera lega.

Un reparto dove l’unico in difficoltà sembra JA Happ rispetto a Tanaka e Sabathia all’ultimo anno (non prima di essere arrivato a 3.000K) mentre Paxton sta giustificando l’investimento della dirigenza nonostante gli small parks presenti nella East, così come Adam Ottavino tra i rilievi.

Un settore qui sempre d’elite e che a parte la debacle di Chad Green, si ritrova ancora con profili affidabili come Chapman, Holder, Cessa, Britton, Loaisiga e Tommy Kahnle.

Il calendario ha presentato quasi tutti scontri con squadre sotto al 50% di vittorie tranne gli Astros, dai quali si è subito uno sweep pure se combattuto. Per onor di cronaca dobbiamo far notare però che gli unici team come forza nettamente inferiore agli Yankees sono stati Baltimore, White Sox (4 sconfitte in 9 incontri comunque) e i Royals. Vincere contro Red Sox ed Angels cinque partite su sei in formazione nettamente rimaneggiata lo consideriamo un risultato di prestigio.

L’avvio di campionato può dunque ritenersi più che positivo in particolare perché i leader (Stanton in testa) sembrano vicini al ritorno in campo; si spera piuttosto che il problema di Judge sia meno grave del previsto: questo permetterebbe a New York di iniziare a volare facendo il vuoto dietro di sé.

 

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I Minnesota Twins in vetta alla Central

L’ambiziosa campagna acquisti dei Twins è stata pensata per ridurre il gap con Cleveland, tentando così di raggiungere lo spot della Wild Card o addirittura vincere una division sulla carta nettamente più debole delle altre vista la presenza di franchigie in ricostruzione ormai quasi decennale come Tigers, White Sox e Royals.

E’ presto per parlare ma un primo bilancio si può fare dato che un ottavo del campionato regolare è già trascorso. Notiamo a sorpresa che proprio la Central, da sempre pecora nera dell’American League, si ritrova con tre squadre sopra il 50%. Minnesota conduce il gruppo di un’incollatura sui favoriti Indians, che potrebbero alla lunga pagare qualche cessione eccellente della offseason – Donaldson, Brantley, Allen e Miller su tutti – nonché accusare l’assenza di un bullpen lungo e della forma precaria di un campione come Lindor, a causa di acciacchi continui.

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L’ottima partenza dei Mariners

Un record di 13-2, la vetta dell’intera lega e un’esplosività offensiva incontrastabile grazie a 8 run per game, alla leadership per rbi e ad una striscia (appena conclusa) per fuori campo: tutto questo ha rappresentato l’inimmaginabile inizio di regular season per Seattle.

Imprevisto soprattutto alla luce di una offseason al risparmio, caratterizzata dalla riduzione salariale successiva alle cessioni eccellenti di Cano (Mets) e Segura (Phillies) ma soprattutto quelle al lancio di Paxton e di Edwin Diaz e per l’assenza prolungata di un punto fermo dell’infield come Kyle Seager.

E’ presto per voli pindarici anche se l’American League finora sembra più umana e clemente rispetto al passato con i campioni in carica Red Sox in una crisi senza precedenti e gli Yankees in rodaggio stracolmi di infortuni. L’unica che dopo uno start a rilento sembra aver imboccato la solita strada dominante è Houston. Tra le squadre di seconda fascia ma accreditate a giocarsi la postseason i Rays marciano invece spediti.

Alla luce di tutta questa incertezza ed equilibrio i Mariners possono benissimo dire la loro, senza aver nulla da perdere e con pochi obblighi. Il lineup attuale può considerarsi come un vero gruppo di bomber, superiore anche a quello di New York sponda Bronx, con 42 fuori campo in 20 partite consecutive che se proporzionati ad un intero campionato vorrebbero dire 350 su 162 match e bye bye al record Yanks di 267!